Il periodo romano
È accertato che la zona dove ora sorge Martellago sia stata abitata sin dall’età paleoveneta e fosse compresa nell’agro Altinate durante l’epoca romana, come testimoniano alcuni rinvenimenti riguardanti monete, una medaglia dell’imperatore romano Antonino Pio (138-161 d.C.), una lampada funebre e un pozzo circolare risalente al II secolo d.C. Il pagus di epoca romana era probabilmente situato lungo le rive del fiume Dese ed era dotato di uno scalo sul fiume stesso, mancando il territorio di strade in terra.

Il Medioevo
In seguito alle invasioni barbariche l’insediamento fu abbandonato (anche a causa delle piene del Dese non più regimentato) e nacque il nuovo villaggio intorno alla pieve, la plebs Sancti Stephani de Martellago citata per la prima volta nella Bolla Apostolica di papa Eugenio III del maggio 1152 e indirizzata a Bonifacio vescovo di Treviso. Quindi spostato più a sud rispetto al pagus, favorevole la vicinanza con la strada Castellana, che tutt’oggi lo attraversa, la quale rappresentava una delle maggiori vie commerciali tra Venezia e l’entroterra. Riguardo all’antica via, risultano molto interessanti i resoconti storici del meriga Valeriano ‘Mericus Zelii plebis de Mestre’ e di Prosdocimo ‘Mericus Capitis plebis Martellagi’ con documenti scritti nel 1315 e relativi alla principale strada del territorio. Rivelando preziose indicazioni sulla strada Castellana: ‘Viam publicam qua appellatur via Imperialis qua incipit versus Bassanum in regula Zellarini et extendit per viam et terrirorium regulam Zelii versus Mestre […]’ e portando ulteriori conoscenze con una precisa descrizione ‘1315. Die Sabbati XI Octobris. Prosdocimus […] Mericus Capitis Plebis Martellagi pro se, et suo Comune […] In primis unam publicam qua dicitur (Imperialis) venit da regula Scorcedis ad regulam Martellagi, et discurrit at flumen Desii et unum pontem habet super viam per quaritur versus Bassanum, et versus Mestre quam Comune Martellagi debeat […]’

Però il primo documento scritto relativo al paese di Martellago è del 29 aprile 1085, denominato Codice Eccelinianum e nella cui pubblicazione settecentesca di Rambaldo degli Azzoni Avogaro si evince: ‘[…] in villa quæ dicitur Martellagum masseritias tres,’ ed inoltre ‘[…] silvam unam inter Martellagum et Trivignanum […]’ e riguardava una donazione di masserie e terreni al monastero di Sant’Eufemia di Villanova; ma essendo la pieve ‘matrice’ di altre chiese già nel XII sec. (e precisamente le chiese di Robegano, Maerne, Cappella e Peseggia come traspare dal ‘Quaternus decimæ generalis impositæ contra Turcos anno 1330’), certamente il villaggio era molto più antico e le sue origini si possono far risalire all’Alto Medioevo. Martellago divenne poi un castello dei Trevigiani amministrato dalla famiglia che venne detta Martellaci proprio per il possesso del castello. Nicolò Mauro nella sua cronologia ‘De Tarvisinorum Gentibus et familiis’ redatta nel XVI sec., scriveva: ‘Martellacum castrum olim, nunc Pagus est in Mestrensibus quod olim dominata est nobilis Martellacæ gens, quæ inter Castrenses Tarvisinorum familias fuit connumerata, ex qua Hyeremias vir clarus, qui ad annum 1200 floruit, et Guilielmus ad annum 1300’.

L’ubicazione del castello di Martellago (la cui fondazione viene fatta risalire all’epoca dell’invasione degli Ungari) è stata identificata nella località Le Motte: nel dialetto trevigiano e veneto in genere, il termine ‘motte’ indica piccole alture o rialzi di terreno sia naturali sia di origine antropica come i terrapieni che formavano il circuito intorno a un castello; la suddetta località si trova a sud-ovest rispetto alla chiesa in contrada Bertoldi, nell’omonima strada (via delle Motte) che collega Martellago a Robegano. Il fatto che il castello fosse discosto rispetto al centro e alla strada Castellana testimonia la scarsa importanza rivestita da questo nel sistema difensivo delle terre trevigiane, e infatti il castello fu in seguito abbandonato e cadde in rovina. La potente famiglia Grimani, che in seguito divenne proprietaria del terreno, fece livellare quasi completamente le motte per costruirvi una fornace, e all’inizio del XIX sec. sparì ogni traccia delle motte e quindi della presenza del castello. Al presente, delle antiche testimonianze, resta solo il toponimo ed alcuni interessanti riferimenti nel catasto napoleonico.

Martellago seguì le vicende della Marca sino al 1338, poi con il decreto la Ducale del 1339 emanata dal Doge Francesco Dandolo, il paese fu assegnato alla ‘sub Podesteria di Mestre sunt Villæ infrascriptæ, videlicet […] Martellago… Maderne […]’ entrando dunque a far parte della Serenissima Repubblica di Venezia, alla quale sarà ininterrottamente legato sino alla sua caduta avvenuta nel 1797 con l’arrivo delle truppe napoleoniche.

La Serenissima
A partire dal Cinquecento, la pieve di S. Stefano fu divisa nei quattro colmelli di Martellago, Martellago Sopra Dese, Martellago di Boschi di Cegia, Martellago di Prè. Tra il XVI e il XVIII secolo la campagna di Martellago fu apprezzata da diverse famiglie patrizie veneziane che qui eressero le loro residenze e vivacizzarono il paese con le loro villeggiature estive. Di tutte, sorpassò in ricchezza e splendore quella dei Grimani. Famiglia molto ricca, difatti già nei primi decenni del Settecento, il povero villaggio contadino di Martellago era praticamente proprietà dei nobili Grimani ai quali appartenevano la maggior parte delle terre e quasi tutte le case del paese compresi i due molini sul fiume Dese. Essi infatti, risultavano già di proprietà di Antonio Grimani, Procuratore di San Marco e divenuto in seguito ‘oratore’ cioè ambasciatore a Roma dal 1665 al 1671 e per un breve periodo anche nel 1672. Infatti in un vecchio documento del 1661, precisamente una ‘redecima’ dei X Savi alle Decime di Rialto, si legge N.H. Antonio Grimani […] possiede alle Pree, doi rode da molino sopra il fiume Dese, con casa e teza di muro […] e ancora detto possiede nel Comune di Sopra il Dese doi rode da molino con campi cinque prativi con casa e teza di muro). All’epoca i fondi di proprietà erano davvero pochi, interessante sapere che attorno al 1770, il N. H. Antonio Grimani possedeva da solo ben 860 campi di terra.

Dal 1784 in poi come scrisse lo storico Francesco S. Fapanni: ‘Da quest’epoca tre generazioni di donne, Patrizie Veneziane, dominarono Martellago.’ (Loredana Grimani-Morosini, Elisabetta Morosini-von Gatterburg e Loredana von Gatterburg-Morosini).

L’età moderna
Con il Trattato di Preßburg (Bratislava) del 26 dicembre 1805, il territorio veneto passò al Regno d’Italia di Napoleone I e ad imitazione del modello francese venne diviso in dipartimenti e comuni. In seguito con decreto del Viceré d’Italia, Eugène De Beauharnais del 28 settembre 1806, Martellago con la sua storica frazione Maerne furono riuniti in un unico comune,(inserito nel dipartimento del Tagliamento), la cui sede però venne stabilita a Maerne e Martellago ne divenne la ‘sezione’; il che rinfocolò la storica rivalità tra le due località: Maerne infatti era da sempre sottoposta all’autorità civile e religiosa di Martellago, pur essendo più grande e popolosa; la ‘sovrana patente’ del 7 aprile 1815 costituiva il Regno Lombardo-Veneto e con l’arrivo degli Austriaci, la sede comunale venne portata invece a Martellago e il comune assunse la denominazione e l’estensione con cui lo conosciamo ancora oggi.

Nel 1954 lo stemma araldico dell’antica famiglia dei Martellaci la cui arma rappresentava un leone rampante lampassato e armato, fu rivendicato dal Comune di Martellago ed inserito nello stemma comunale.

Informazioni tratte da  Wikipedia.org

Indirizzo

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Centro storico, dintorni e frazioni - Martellago

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